Torino 1926: un uomo viene sorpreso a rubare nel cimitero ebraico. Arrestato, in preda ad un totale stato confusionale viene ricoverato nel manicomio di Collegno. Il direttore del manicomio non riuscendo a risalire all’identità dell’uomo decide di far pubblicare una sua foto sulla Domenica del Corriere sperando che qualcuno possa così riconoscerlo. Tra le diverse segnalazioni giunte al giornale, la più attendibile sembra essere quella di una nobildonna, Giulia Canella (Gabriella Pession), che dice di riconoscere nello smemorato il marito Giulio, (Johannes Brandrup) professore di Filosofia, disperso in guerra nel 1916. Il caso sembra risolto. Lo smemorato, riconosciuto come Giulio Canella, ritorna a casa con la moglie Giulia. Ma poche settimane dopo un’altra donna, Rosa (Lucrezia Lante della Rovere), riconosce nello smemorato suo marito, un ex tipografo, truffatore latitante. Scoppia così uno dei casi giudiziari più appassionanti degli anni Venti. Una vicenda che divise l’Italia e che coinvolse lo Stato ed anche la Chiesa per la sua complessa questione morale. Una bella storia d’amore questa o il più grande imbroglio ideato da una mente geniale e senza scrupoli?